Accessi sconosciuti
Compaiono utenti, chiavi SSH o sessioni che nessuno riconosce.
Processi sconosciuti, account estranei, traffico insolito o modifiche non autorizzate possono indicare una compromissione. La priorità è limitare l’incidente senza distruggere le informazioni utili all’analisi.
Compaiono utenti, chiavi SSH o sessioni che nessuno riconosce.
CPU, memoria o rete vengono utilizzate da programmi inattesi.
Configurazioni, script o applicazioni risultano alterati senza autorizzazione.
L’obiettivo iniziale è limitare la propagazione dell’incidente, proteggere gli altri sistemi e preservare le informazioni disponibili.
Quando possibile, restringi temporaneamente accessi e collegamenti non indispensabili.
Log, processi, connessioni e file possono contenere informazioni importanti.
Password e chiavi devono essere ruotate da sistemi considerati affidabili, non dal server sospetto.
Annota quando è stato notato il problema e quali attività lo hanno preceduto.
La priorità non è semplicemente far ripartire il servizio: occorre evitare che l’attaccante mantenga un accesso persistente.
Può eliminare processi, connessioni e informazioni presenti soltanto in memoria.
La rimozione non documentata può impedire di ricostruire la modalità di accesso.
La vulnerabilità o le credenziali compromesse possono rimanere attive.
Chiavi, password e token possono consentire l’accesso ad altri server o servizi.
Il perimetro dipende dal sistema operativo, dal ruolo del server, dai servizi installati e dai dati ancora disponibili.
Cerchiamo processi inattesi, servizi aggiunti e programmi avviati automaticamente.
Verifichiamo account, gruppi, autorizzazioni e modifiche ai privilegi amministrativi.
Accessi, autenticazioni, errori e richieste possono aiutare a ricostruire l’incidente.
Controlliamo porte, connessioni attive e comunicazioni verso destinazioni anomale.
Rimuovere un singolo processo non garantisce che il server sia pulito: occorre verificare avvii automatici, account e configurazioni modificate.
Chiavi non autorizzate possono essere aggiunte agli account esistenti.
Cron job e timer possono riavviare processi o script malevoli.
Unità e script possono essere configurati per l’avvio automatico.
Siti, pannelli e software possono contenere backdoor o codice alterato.
Per ridurre il rischio di recidiva occorre individuare la vulnerabilità o l’accesso utilizzato durante l’incidente.
Software obsoleto o configurato in modo non sicuro può esporre il sistema.
Password, chiavi SSH o token possono essere stati sottratti o riutilizzati.
Un sito o un pannello può aver consentito l’esecuzione di codice sul server.
Un computer compromesso può aver esposto credenziali e chiavi di accesso.
Le misure vengono scelte in base ai servizi erogati, alla presenza di dati sensibili e ai collegamenti con altri ambienti.
Porte e comunicazioni possono essere temporaneamente limitate.
Account, chiavi e token sospetti vengono disabilitati.
I componenti compromessi possono essere isolati dal resto dell’ambiente.
Server e servizi raggiungibili devono essere controllati per segnali correlati.
In alcuni casi è possibile correggere il sistema esistente; in altri è più sicuro ricostruire il server da una base attendibile.
Analizziamo il livello della compromissione e la possibilità di bonificare il sistema.
Quando necessario, prepariamo un ambiente nuovo con software e configurazioni verificate.
File e database vengono selezionati e controllati prima della migrazione.
Applicazioni, accessi e comunicazioni vengono verificati prima della riapertura.
Password, chiavi private, token e configurazioni presenti sul server possono consentire l’accesso a servizi esterni.
Le chiavi utilizzate per raggiungere altri server devono essere sostituite.
Utenti e password possono essere presenti nei file di configurazione.
Token API e credenziali possono consentire operazioni su piattaforme esterne.
Account SMTP e servizi di invio devono essere verificati.
Nessun server può essere dichiarato inattaccabile, ma configurazioni, aggiornamenti e controlli adeguati possono ridurre i rischi.
Sistema operativo, servizi e applicazioni devono essere mantenuti.
Utenti e servizi devono utilizzare solo le autorizzazioni necessarie.
Servizi, risorse, accessi e comportamenti anomali possono essere controllati.
Le copie devono essere conservate fuori dal server e sottoposte a controllo.
L’ordine delle attività viene adattato al ruolo del server, alla gravità dell’incidente e agli accessi disponibili.
Limitiamo l’esposizione e preserviamo log, processi e informazioni disponibili.
Individuiamo accessi, persistenze ed elementi malevoli e correggiamo il punto di ingresso.
Ricostruiamo o ripristiniamo i servizi e controlliamo l’ambiente prima della riapertura.
Indicaci sistema operativo, ruolo del server, segnali rilevati, servizi coinvolti e momento in cui è iniziato il problema.