Reindirizzamenti anomali
Il sito porta gli utenti verso domini o pagine che non appartengono all’azienda.
Se il sito mostra contenuti anomali, reindirizza verso altre pagine, invia spam o risulta bloccato, è necessario limitare l’incidente e identificare l’origine della compromissione.
Il sito porta gli utenti verso domini o pagine che non appartengono all’azienda.
Browser, motori di ricerca o provider segnalano contenuti pericolosi o sospetti.
Compaiono utenti, file o modifiche che nessuno riconosce.
L’obiettivo iniziale è evitare ulteriori danni, preservare le informazioni disponibili e impedire che utenti e clienti continuino a essere esposti al contenuto malevolo.
Quando possibile, metti temporaneamente offline le funzionalità compromesse o l’intero sito.
File, database e log possono contenere elementi utili all’analisi dell’incidente.
Le credenziali devono essere cambiate, ma preferibilmente da dispositivi ritenuti affidabili.
Annota quando è stato notato il problema e quali modifiche, aggiornamenti o accessi lo hanno preceduto.
Rimuovere un singolo file sospetto o installare un nuovo plugin non garantisce che l’accesso utilizzato dall’attaccante sia stato chiuso.
Può eliminare tracce, log e informazioni utili alla ricostruzione.
La vulnerabilità utilizzata può essere ancora presente anche nella copia ripristinata.
Plugin e script installati durante l’emergenza possono aumentare la complessità.
Hosting, FTP, SSH, email e database possono condividere credenziali compromesse.
L’analisi viene adattata alla tecnologia utilizzata, al livello di accesso disponibile e allo stato dell’infrastruttura.
Cerchiamo codice estraneo, file aggiunti, script offuscati e modifiche non riconosciute.
Verifichiamo utenti, contenuti, configurazioni e valori sospetti memorizzati.
Accessi web, autenticazioni ed errori possono aiutare a individuare richieste anomale.
Controlliamo account amministrativi, accessi tecnici e autorizzazioni inattese.
La presenza di malware è l’effetto dell’incidente: per ridurre il rischio di una nuova intrusione occorre cercarne anche la causa.
CMS, plugin, temi o librerie non aggiornati.
Password deboli, riutilizzate o sottratte da dispositivi infetti.
File e utenti con autorizzazioni superiori a quelle necessarie.
Un altro sito o account sullo stesso spazio può essere stato compromesso.
Le operazioni dipendono dal livello della compromissione, dalla disponibilità di copie affidabili e dalla tecnologia utilizzata.
File e modifiche individuati vengono rimossi o sostituiti con versioni considerate affidabili.
Software obsoleto può essere aggiornato o sostituito dopo le verifiche di compatibilità.
Account, chiavi e credenziali non autorizzati vengono revocati.
Permessi, accessi e componenti non necessari vengono riesaminati.
La riapertura dipende dalla possibilità di ottenere un ambiente coerente, aggiornato e privo degli elementi individuati.
Le copie disponibili vengono confrontate con il periodo dell’incidente.
Pagine, form, accessi e funzioni principali vengono controllati.
L’ambiente viene riesaminato prima della riapertura al pubblico.
Il servizio viene riattivato dopo i controlli concordati.
Nessun sistema può essere dichiarato inattaccabile, ma aggiornamenti, controlli e configurazioni adeguate possono ridurre l’esposizione.
CMS, componenti e dipendenze devono essere mantenuti e verificati.
Credenziali uniche, permessi limitati e autenticazione aggiuntiva dove possibile.
Le copie devono essere conservate fuori dall’ambiente principale.
Disponibilità, modifiche ed eventi significativi possono essere controllati.
L’ordine delle attività viene adattato alla gravità dell’incidente e agli accessi tecnici disponibili.
Limitiamo l’esposizione, raccogliamo le informazioni e individuiamo gli elementi sospetti.
Rimuoviamo il codice malevolo e interveniamo sui punti di accesso individuati.
Controlliamo il sito, riattiviamo il servizio e riepiloghiamo le attività svolte.
Indicaci dominio, tecnologia utilizzata, messaggi visualizzati e momento in cui è stato scoperto il problema.